L’incontro non era di quelli che poteva smuovere la classifica: Sesto viaggia a punteggio pieno e si presentava con +6 punti (diventati ora +9) rispetto a noi. Dunque non vi era motivo per sentire particolarmente il match. Tuttavia è indubitabile che ogni derby – e tale si può definire quello con ex giocatori nostri e un paese a 5 km da noi- sia storia a sè. Ecco spiegata la tensione suoi volti dei giocatori e il gioco non sempre sciolto che ha caratterizzato l’incontro di ieri del campionato di IdivM tra il Sesto Campano e il Venafro Volley, giocata a Sesto ma con una fantastica cornice di pubblico (circa 30 ragazze e ragazzi) proveniente da Venafro.
L’inizio del primo set è un fulmineo 0-4 per il Venafro a causa di errori in ricezione della squadra di casa su battuta di Palumbo. Ci mette poco però la formazione di coach Panariello a trovare la quadra. Con un break di cinque punti, dal 6-9 passa all’11-9 e, allungando gradualmente sempre di più, sotto la spinta dei mani e fuori di Turni, vince il parziale 25-17. La buona notizia per noi è la disponibilità di Scarabeo, reduce da diversi problemi fisici, che fa capolino sul 22-14 per restare poi in formazione nei set successivi. La cattiva è che Masella non sembra avere lo smalto mostrato contro Ururi.
Il secondo set vede un Venafro combattivo e grintoso dettare il ritmo-partita: la ricezione viene sistemata e gli attacchi diventano più coraggiosi, specialemente da parte di Mugnolo, chiamato spessissimo da Casale. Si parte ancora una volta bene, con un 1-4 per noi, ma stavolta i venafrani non vogliono ripetere l’errore. E così riescono a mantenere la concentrazione e non subire mai break, anzi ne fanno uno di sette punti che li porta a 10-17, ad una distanza tale da ipotecare il set, che infatti viene vinto da noi 19-25.
Nel terzo parziale sembra andare in scena la replica del primo set: Palumbo in battuta mette in crisi la ricezione biancorossa e porta il Venafro in vantaggio 1-4. Ma Sesto fa un break di 6 punti e passa da 2-6 a 8-6. I tentativi di coach Forte di spezzare il ritmo con time out (sul 18-13 e sul 21-14) e cambi (Milanese per Palumbo e viceversa; Simeone per Casale; Braconi per Mugnolo; Nardolillo per Di Irio e viceversa) non bastano. Come nel primo set, Sesto conduce il gioco e allunga gradualemente fino al 25-18.
Il tifo incessante dei nostri però è adrenalina che entra in circolo. E così la stanchezza, il caldo e il peso dello svantaggio vengono buttati via e si dà inizio al set più bello. Una prova corale con una bella palla in 1 lanciata da Di Irio, alcuni buoni muri di Casale, tanti attacchi chiusi da Mugnolo permettono di effettuare un sorprendente break di sei punti e farci passare dal 9-6 al 9-12. Si accendono così le speranze di arrivare al tie-break. La lotta è punto a punto. Ancora una volta però è Di Tore a fare la differenza, spesso risolvendo scambi roventi con tocchi di seconda e, soprattutto, mandando a vuoto il nostro muro con finte e palleggi millimetrici. Controbilancia – per nostra fortuna - la prestazione di Caldarone, troppo preso emotivamente dall’incontro, spesso a rete, ma il set e la partita si chiudono con il punteggio 25-23.
Si torna a casa senza punti, ma con tanta soddisfazione per il gioco visto in campo. Il campionato non è finito e ancora si può ambire alla seconda posizione in classifica. Quel che più conta però è aver visto i germogli di una squadra che avrà tanto da dire nei prossimi campionati in considerazione della giovanissima età dei suoi componenti.
Bravi ragazzi e brave ragazze tifose! E oggi tutti a Roma a vedere la finale scudetto Trento-Cuneo!
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