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Volley: “Modena puoi fidarti di me.Non pesa l’eredità di Bruno”

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Orduna, il regista dei campioni d’Italia, è uno dei volti nuovi. Dai complimenti a Bruno e agli azzurri per l’Olimpiade alle sue esperienze passate. “Fino a 15 anni ho giocato a calcio nel mio River Plate. Che onore essere nel Barcellona della pallavolo”

Otto anni di gavetta prima della grande occasione. Dal 2008 al 2016 tra A-2 e A-1 da Catania a Città di Castello, da Reggio Emilia a Padova. Santiago Orduna è pronto a sostenere l’esame più difficile: guidare i campioni d’Italia di Modena, la Juventus del volley. «No, piuttosto siamo il Barcellona». Nato a Buenos Aires, il palleggiatore italo-argentino è cresciuto in palestra, accanto a papà Guillermo, c.t. della nazionale femminile argentina (che ha appena disputato l’Olimpiade). «Ma fino a 15 anni ho giocato a calcio, nel River Plate, la mia squadra del cuore. Ero centrocampista. Poi ho scelto il volley». bruno super Un déjà vu per i tifosi di Modena che passano da un figlio d’arte all’altro. ««Bruno (figlio di Bernardinho, ndr) ha fatto qualcosa di meraviglioso. A Rio ha vinto un oro straordinario». Un’eredità pesante in una piazza difficile che ha messo in discussione registi del calibro di Vullo e Dall’Olio. «Ai tifosi dico di fidarsi di me, sono un grande lavoratore. Odio perdere in qualsiasi esercizio faccio in palestra. Anche il più banale». L’ultimo pensiero sui Giochi Santiago Orduna lo riserva agli azzurri, lui che da 5 stagioni gioca da italiano. «Voglio fare loro i complimenti dopo aver saputo che hanno devoluto il premio della Fondazione Agnelli alle popolazioni colpite dal sisma».

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