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Reclamo avverso provvedimento GSR Abruzzo

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Asd Venafro Volley

Reclamo avverso provvedimento GSR Abruzzo

Venafro Volley A.S.D.
Via Vittorio Emanuele III n. 39 – 86079 Venafro (IS)
P.IVA/C.F. 00867770943
Cod. Aff. FIPAV 200720066
Tel/Fax 0865.904585
Email: carlonardolillo@gmail.com

ALLA CORTE SPORTIVA DI APPELLO
PRESSO LA FIPAV

RECLAMO

Il sottoscritto Carlo Nardolillo, in qualità di Presidente del Venafro Volley A.S.D., con sede in Venafro (IS) alla via Vittorio Emanuele III n. 39, P.IVA/C.F. 00867770943, affiliata FIPAV con codice 200720066, propone reclamo

AVVERSO

il provvedimento del Giudice Sportivo Regionale dell’Abruzzo pubblicato il 22.11.18, con il quale, in relazione alla gara DMB 484 del 4.11.18, è stata disposta la revoca dell’omologa della gara e la perdita della stessa con punteggio più sfavorevole a danno del Venafro Volley ASD (all. 6)

PREMESSO CHE

  • il Venafro Volley ASD è iscritto e partecipa al campionato interregionale Abruzzo-Molise di serie D maschile, girone B, organizzato e gestito dal C.R. Abruzzo;
  • la prima partita di campionato (gara DMB 484) del Venafro Volley ASD si disputava il 4.11.18 in Campobasso contro la Nuova Pallavolo Campobasso e terminava con la vittoria del sodalizio venafrano per 0-3 con parziali 22/25, 2/25, 23/25 ( 2);
  • la gara veniva omologata con provvedimento del Giudice Sportivo Regionale dell’Abruzzo pubblicato l’8.11.18 e reso noto con comunicato ufficiale n. 5 ( 3);
  • nei termini di regolamento nessuno presentava reclamo avverso la predetta omologa;
  • in data 13.11.18 il C.R. Abruzzo diramava un chiarimento in merito alla c.d. regola dell’under ( 4):
  • in data 22.11.18 il Giudice Sportivo Regionale dell’Abruzzo, con provvedimento reso noto con C.U. n. 7, revocava l’omologa della gara DMB 484 e disponeva la perdita della stessa con punteggio più sfavorevole a danno del Venafro Volley ASD, asseritamente ritenuto colpevole di non aver rispettato la regola dell’Under sulla base di “nuovi riscontri” ( 6);
  • la revoca dell’omologa deve ritenersi illegittima per i seguenti

MOTIVI

In nessuna parte del Regolamento Giurisdizionale FIPAV si concede al Giudice Sportivo Regionale il potere di revocare l’omologa di una gara e di decidere in merito ai reclami avverso le omologhe o presunti tali.

Il provvedimento impugnato, dunque, è irrimediabilmente illegittimo perché il G.S. Abruzzese non disponeva del potere di modificare una omologa.

La gara in questione, vinta 0-3 dal Venafro Volley contro la Nuova Pallavolo Campobasso era stata omologata l’8.11.18 e tale omologa poteva essere impugnata nel termine di 5 giorni con le forme del reclamo da parte della squadra che si riteneva danneggiata.

Nel caso di specie, la Nuova Pallavolo Campobasso non ha proposto istanza avverso il risultato di gara e tanto meno ha proposto reclamo avverso l’omologa nei 5 giorni successivi.

L’omologa è dunque diventata definitiva il 13.11.18.

La revoca dell’omologa non è consentita in alcun modo, semmai contro di essa è prevista l’impugnazione tramite reclamo e la modifica del provvedimento può avvenire esclusivamente ad opera di altro organismo, vale a dire della Corte Sportiva di Appello.

Di certo, spirato il termine di 5 giorni previsto dall’art. 18 co. 4 del regolamento Giurisdizionale (definito “perentorio”), il risultato deve dirsi definitivamente acquisito.

Risulta invece che, secondo quanto scritto dal C.R. Abruzzo nell’email del 23.11.18, la revoca della omologa è stata determinata da una “istanza a rivedere l’omologa della Gara da parte della Società Campobasso che aveva perso la Gara. 284” [invero trattasi della gara n. 484] (all. 7).

Dice il mittente che “con colpevole ritardo il CR Abruzzo ha sanzionato questo comportamento”.

Invero si tratta di ben più di un colpevole ritardo in quanto è accaduto che una Società ha proposto qualcosa di simile ad un reclamo (“una istanza a rivedere l’omologa”), senza il rispetto dei termini, senza adire la Corte Sportiva di Appello e senza versare la tassa per il reclamo; il G.S.R. si è poi arrogato un potere che non gli apparteneva arrivando a sovvertire una omologa consolidata e ribaltando un risultato dato dal campo; il C.R. Abruzzo, infine, ha avallato tutto ciò, ammettendo apertamente di aver inflitto un danno al Venafro Volley (“ci rendiamo conto del danno che abbiamo provocato al Venafro sicuramente causato da un errore nel sistema giudicante del CR Abruzzo”).

La revoca dell’omologa è qualcosa che non rientra nei poteri del Giudice Sportivo Regionale: se si consentisse a questo organismo di sovvertire omologhe scavalcando la competenza della Corte Sportiva di Appello e per di più senza il rispetto dei termini e delle modalità di presentazione dei reclami e del versamento della tassa di reclamo (che è prevista peraltro a pena di improcedibilità del ricorso) si accrescerebbe indebitamente il potere di tale figura, in pieno contrasto con il Regolamento Giurisdizionale e con i principi di certezza del diritto e di consolidamento dei risultati, il che potrebbe minare senza limiti temporali classifiche e persino passaggi di turno e svuotare di contenuto le competenze di Codesta Corte.

Peraltro, il provvedimento non è corretto neanche nel merito in quanto la regola dell’under, così come scritta, prevedeva semplicemente che “l’atleta Under può essere anche il Libero o il secondo Libero” (all. 1).

Il Venafro Volley nella partita contro Campobasso ha schierato un libero Under (Alessandro Verrecchia, n. 5 sul referto, classe 2001) e quindi ha soddisfatto la regola in quanto il libero è da considerarsi sempre in campo, tanto che la gara veniva omologata l’8.11.18.

Solo in data 13.11.18 il C.R. Abruzzo ha diramato un chiarimento sulla regola dell’under e ha precisato che “uno dei due atleti potrà essere anche il libero, ma questo, da solo, non assolve all’obbligo, non potendo lo stesso restare sempre in campo” (all. 4).

In virtù di questo chiarimento (e dell’irrituale “istanza a rivedere l’omologa” della Nuova Pallavolo Campobasso) il Venafro Volley ha visto ribaltarsi con il peggior punteggio una gara faticosamente vinta 0-3 e omologata due giorni prima del chiarimento, con una ingiusta e illogica applicazione retroattiva del chiarimento.

Si consenta, a margine, di osservare che se la gara contro Campobasso fosse stata omologata a tempo debito con la sconfitta per violazione della regola dell’under, il Venafro Volley sarebbe corso ai ripari e non avrebbe disputato con gli stessi criteri la seconda partita di campionato, pure vinta 3-1 e parimenti dichiarata persa in sede di omologa (all. 5).

Due partite vinte si sono trasformate in due partite perse con interpretazioni retroattive di una norma, con istanze irrituali giudicate da un organo carente di potere, con innegabile falsamento dei valori del campo e del campionato.

Per quanto innanzi, si

CHIEDE

che venga accertata e dichiarata la nullità del provvedimento impugnato e, per l’effetto, che venga ordinato il ripristino dell’originaria omologa della gara n. 484, con il medesimo risultato e punteggio (vittoria del Venafro Volley 0-3, parziali 22/25, 23/25, 23/25), apportando le dovute modifiche in classifica, e si fa

ISTANZA

di essere sentiti prima della decisione.

Allega: 1) copia stralcio N.G. Stagione Agonistica 2018/2019 C.R. Abruzzo; 2) copia referto gara n. 484 del 19.3.16 del campionato maschile di serie D abruzzese, stagione 2018/2019, Nuova Pallavolo Campobasso c/ Venafro Volley; 3) copia C.U. n. 5 dell’8.11.18; 4) copia nota 13.11.18 C.R. Abruzzo; 5) copia C.U. n. 6 del 15.11.18; 6) copia C.U. n. 7 del 22.11.18; 7) copia email del 23.11.18 C.R. Abruzzo; 8) copia versamento della tassa per reclamo versata in data 26.11.18.

Venafro 27.11.18

allegati

Venafro Volley A.S.D
Il Presidente
Carlo Nardolillo

 

 

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